lunedì 5 dicembre 2016

A SUD DEL CONFINE, A OVEST DEL SOLE- MURAKAMI HARUKI RECENSIONE

Torniamo a parlare del grande maestro e questa volta ci addentriamo in questo romanzo breve ma molto intenso, scopriamolo insieme!

                                   (IBS.it)
SCHEDA TECNICA:
Traduttore: M. De Petra
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Anno edizione: 2013
Pagine: 204 p. , Rilegato E-book: 167 p.

TRAMA:
Hajime è figlio unico nel Giappone degli anni '50 e questo lo rende assolutamente diverso da tutti gli altri: a scuola però conosce Shimamoto figlia unica come lui e con un difetto fisico evidente che la rende speciale, ha infatti difficoltà nel camminare e zoppica.
All'età di dodici anni i due si separano e Hajime va avanti nella sua vita facendo tutta una serie di esperienze amorose di vario genere che però non riescono mai a portargli quel qualcosa di più profondo che invece gli ha saputo dare Shimamoto.
Arriva anche a sposarsi e ad avere una vita pressoché perfetta e agiata ma quando Shimamoto riappare all'improvviso tutto viene stravolto e quel legame profondo che i due hanno intessuto da piccoli torna prepotentemente.


COSA NE PENSO?
Chi legge questo blog saprà della mia recente passione per questo autore di cui però ho ancora molto da leggere.
Leggendo questo libro ho avuto immediatamente l'impressione di leggere un secondo Norwegian wood (recensione qui), romanzo sull'amore adolescenziale. Totalmente diverso dal Murakami di Kafka sulla spiaggia, più onirico ed eclettico (qui).
In questa storia si intrecciano il tema del sesso e della morte in stretto legame, parliamo proprio dell'archetipo di Eros e Thanatos: lo ritroviamo nel tentativo di suicidio della moglie e gli innumerevoli spettri di morte presenti nei vari personaggi del racconto. Sembra proprio che Murakami qui abbia voluto rappresentare la teoria freudiana secondo cui  "il principio di piacere si pone al servizio delle pulsioni di morte" (Wikipedia). Abbiamo quindi qui rappresentata una continua oscillazione tra l'eros (pulsione positiva) e la morte (pulsione negativa) come parti imprescindibili l'una dall'altra della vita.
La ricerca di Hajime è verso la vita vera, quella che avrebbe potuto avere con Shimamoto non quella perfetta e tranquilla che vive con la moglie.
Come al solito la profondità di Murakami è incommensurabile, penso che spesso sia anche complesso capire i messaggi che vuole trasferirci attraverso le sue storie, sempre di grande profondità.

Il libro mi è piaciuto, ça va sans dire, e nonostante la complessità del significato si legge davvero molto scorrevolmente; rimane fermo tutto l'impianto stilistico dell'autore di cui vi ho già parlato nelle precedenti recensioni e che si connota come sua cifra stilistica.
Ve lo consiglio? Come poter dire di no? Assolutamente.
E voi cosa ne pensate? Lo avete letto? Fatemelo sapere con un commento qua sotto e sarò lieta di confrontarmi con voi ^_^.


Laura